Sulla compagnia
Siamo due amici. Due attori. E ci piace la montagna.

È andata così: un giorno ci siamo imbattuti in una storia vera, quella narrata nel libro “La morte sospesa” di Joe Simpson. Una di quelle che storie che ti prendono e non ti mollano più. L’abbiamo portata in scena, il nostro primo spettacolo: (S)legati. Prima a teatro, poi ci è venuta l’idea: perché non unire le due nostre passioni? Facciamo una tournée a piedi…nei rifugi? E tutto è cominciato.
Da allora non abbiamo più smesso. Abbiamo fatto spettacoli in teatri e in alta quota, in rifugi e piazze, in festival e bivacchi. Abbiamo mescolato teatro, montagna, parola, cammino, scena e sentieri.
Nel 2015 è arrivato “Teatro in Quota”, un progetto sostenuto da Compagnia San Paolo che ci ha portati tra Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Poi il “Teatro delle Dolomiti”, che dal 2017 al 2019 ci ha fatto salire ogni estate nei rifugi attorno a Cortina. Lì è nato anche il nostro “Teatrekking”: un modo per unire montagna e teatro in un unico gesto, per stare insieme, camminare, ascoltare.
Dal 2023 siamo in cammino anche in Valle d’Aosta, con un progetto che continua ancora oggi: “Valle d’Aosta - Il teatro della montagna”. Stesse gambe, stesso cuore.
E ancora, sempre nel 2023 tramite il bando “Life is Life” di Smartit abbiamo battuto i sentierie i rifugi del triangolo Lariano.
L’ultima nostra avventura è stato il Nepal, quando un travel designer, Stefano de Simone, ci ha detto: ci verreste a fare un vostro spettacolo durante uno dei miei trekking? Potevamo forse dire no? E così 6 mesi dopo eccoci là: quindici giorni di trekking fino al campo base dell’Annapurna. E lì, in mezzo alle vette Himalayane, abbiamo portato il nostro “Anche i sogni impossibili” per un pubblico misto di italiani, nepalesi e altri turisti camminatori provenienti da tutto il mondo.

Ultimo ma non ultimo è stato “Sentiero Italia – il palcoscenico della montagna”, in collaborazione con il CAI nazionale. Una grande tournée teatrale da nord a sud: in ogni regione uno spettacolo a valle e un racconto in quota, dedicato alle grandi figure dell’alpinismo italiano. Un modo per raccontare la montagna, la sua storia, e le persone che l’hanno vissuta. E per portare il teatro esattamente lì dove ci piace stare: con lo zaino in spalla e le storie in tasca.
In mezzo a tutto questo abbiamo incontrato decine e decine di sezioni CAI e SAT, palestre di arrampicata, comuni d’alta quota, boschi, parchi, baite…Ogni progetto è stato un passo. Ogni passo, un modo per stare in ascolto. Di chi cammina con noi, di chi ci guarda, di chi magari non è mai entrato in un teatro ma si siede volentieri su un sasso, con la testa al cielo, per ascoltare una storia.
Ultima cosa: il teatro. Casa nostra, la nostra passione. Beh, farlo lassù, tra i silenzi delle cime, spogliato di ogni orpello, niente sipario, niente poltroncine, luci, foyer, niente palcoscenico…ci riporta alla sua vera natura, a ciò che lo rende e lo renderà sempre insostituibile: l’incontro. Raccogliersi attorno a un gesto, uno sguardo, una storia. Nello stesso tempo e nello stesso spazio – che rara e preziosa condizione! - e stare. Insieme.